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articolo Ecumenismo Politica Europea Storia della Chiesa - Contemporaneità

Fuor di marginalizzazione

Sul REFORMIERT (numero 7/8 di Juli/August 2022) del 8 luglio di Mayk Wendt, elativo al Centro Evangelico di Cultura di Sondrio di cui sono direttore. Se ne offre qui una traduzione creativa.

L’articolo parla del contributo sia pastorale (grosso modo relazione di aiuto nei termini di Heideggar) sia culturale (qui Heideggar, ma anche Hans Jonas) che il CEC svolge.
Inoltre, rivolge un augurio di buon lavoro al CEC menzionado anche il buon esito di un’affluenza media di 30 persone ad evento e parla di un servizio blended (in presenza e on line).

D’altra parte, sin dal tutolo: LA VITA ECUMENICA SI RISVEGLIA IN VALTELLINA
A 50 ANNI DAL DEBUTTO IL SondrioCEC CONTINUA A FAVORIRE IL DIALOGO TRA CATTOLOCI, RIFORMATI E NON SOLO

È evidente l’intenzione del giornalista, ovvero rilevare il senso della carità intellettiva del Centro: organizzare convegni e conferenze di grande attualità su argomenti talora spinosi, ma analizzati e sviscerati con ariosa ampiezza di vedute da relatori di spicco provenienti da diverse città del Nord Italia. 

Riassumo: la vocazione del SondrioCEC – dare impulso al dialogo ecumenico – è intesa come prolungamento dell’intenzione del fondatore, il past. FRANCO Felice Scopacasa, <<che nel 1974 volle favorire quell’incontro dialogico importantissimo allora e ora>>. Così si esprime Romedi Arquint, teologo e sovrintendente del CEC.
Al generoso lascito di Scopacasa si deve l’immobile in via Malta 16 – un appartamento al piano terra di un edificio di 6 piani, non distante dall’ospedale di Sondrio.
Oggi il SondrioCEC intende offrire l’opportunità di una discussione contemporanea su temi biblici e sociopolitici, nonché storici.
Rispetto a quest’ultimo non può mancare un riferimento allo scioglimento dell’unità geopolitico di Valtellina e Grigioni per volontà di Napoleone a inizio ‘800. Da allora la Valtellina entra nel dominio del Regno di Italia, ma ancora oggi quel fatto storico nutre la memoria del popolo valtellinese plasmandone l’identità, ma anche si avverte una sorta di sehnsucht* da parte della chiesa riformata (*parola chive del romanticismo tedesco che non vuol dire solo ‘nostalgia’) che l’ha portata a supportare questo territorio ”estero”, l’unico fuori dei confini nazionali.

La programmazione, d’altra parte, prevede un palinsesto attento alle esigenze del territorio, infatti, si ricordano 2 conferenze, l’una sulla condizione delle donne afghane e, l’altra, sul tema della violenza di genere in Valtellina. Eventi che hanno visto la prtecipazione di 50 persone in presenza.

Si continua su questa rotta con la volontà di promuovere l’affratellamento, oltre il dialogo.