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articolo Teologia prima

PENSARE DIO. LA PROSPETTIVA DI HANS JONAS

Deus ex machina, nel teatro greco era la divinità che intervenendo nel momento più disperato del dramma risollevava le sorti di una trama troppo compromessa perché gli attori umani potessero districarla. La speranza nell’epifania che riscatta è un sentimento ben radicato anche nel presente. In politica è lampante: si spera in una persona dal “giusto profilo” per risolvere tutto in un colpo solo.

Questo tema è antropologico! Questo tema ha a che fare con Dio, questo tema converge con la capacità dell’essere umano di immaginare il futuro. Oggi la parola Dio ricorre in un genere letterario molto diffuso: la denuncia a ignoti per i mali del mondo! Il pianeta ha la febbre? È colpa di Dio! L’economia crolla? Dio è la causa. Mi fermo, ma è chiaro che la parola dio ha preso a significare de-responsabilizzazione, altro che metafora della soluzione nonostante le circostanze nefaste.

Come siamo arrivati a ciò, quando l’uomo moderno ha smesso di pensare Dio in quanto essere capace di agire personalmente per il suo bene? Sul palcoscenico del secolarizzato ‘900 va in scena il filosofo Hans Jonas in dialogo con

Matteo Bergamaschi – filosofo, autore poliedrico e insegnate della secondaria di secondo grado e Ilenya Goss – pastora della Chiesa valdese di Mantova e Felonica Po, teologa, musicista e docente universitario di bioetica.

Modera Emanuele Campagna.