L’offerta culturale del CEC 2021 – 2024

Con la conferenza del 25 settembre inauguriamo la prima di tre stagioni che tratteranno il tema delle relazioni infrante in chiave pastorale.

L’espressione relazioni infrante suggerisce la determinazione del CEC ad apportare una relazione d’aiuto fraterna a colei e/o a colui che vive nella propria autobiografia le ferite spirituali del territorio valtellinese. L’aggettivo spirituale si usa qui in un senso ampio, ma declinabile secondo la lezione dei maestri (Jacques Ellul, Maria Montessori, Erich Fromm, con relative scole, nonché Tullio Vinay) e nei linguaggi ecumenico (chiese evangelicali, arcipretura e diocesi) e collaborativo (Comune, CSV, Caritas, Oltre i Muri, Sol. Co, Sulle ali dei ricordi e Istituti Comprensivi). Quindi in modo che determina il CEC come «luogo di dialogo con tutte le forze culturali valtellinesi». Del resto, l’attualità della Riforma oggi sta o cade nel raccogliere le sfide sociali e psicologiche – in una parola culturali – che la vita pone al consorzio degli esseri umani del 2021.

Il SondrioCEC, dunque, torna a configurarsi come «spazio e possibilità» di espressione per «ogni voce libera che intenda collaborare con il Centro» proponendo «lo studio e la discussione di argomenti di viva attualità [e approfondire] lo studio della Bibbia» (Statuto 1996).

Questo incarico il SondrioCEC lo assume con timore e tremore sempre interrogando la Riforma protestante sia con le parole dagli esuli italiani profughi in Svizzera (i Diodato, i Turrettini, ecc.) sia con quelle dei fondatori: Carlo Papacella: «L’apertura di un Centro Evangelico di Cultura nel capoluogo valtellinese è stata un’operazione con propositi anche proselitistici». Nonché il monito di Franco Scopacasa: «Esaminate ogni cosa e ritenete il bene».

Queste parole crediamo spieghino lo scopo primo del SondrioCEC – il suo core business – che, in continuità con la sua storia, è favorire la «presenza del pensiero protestante in Valtellina», ivi dove fu combattuto con il sangue (1620) e con il bando (1638), perché con Leonard Cohen un Anthem ci rallegra il volto: There is a crack, a crack in everything / That’s how the light gets in.

In sintesi, si prevede un percorso culturale e spirituale come tappa di un pellegrinaggio che affronta le sfide del presente in equilibrio col cammino ecumenico e culturale del C.E.C. fin dalla prima ora (20.02.1974). Dunque, i must critica biblica, storia della Riforma, diritti civili e dialogo ecumenico s’intrecciarono con la tematica di fondo secondo le performance degli intervenuti.