Paolo Ricca su Lutero e la politica

Nel nostro Centro, venerdì 30 settembre 2016, a partire dalle 18:00, il prof. Paolo Ricca, parlerà sul tema:
Quale politica scaturisce dalla fede?
Lutero tra Riforma e Rivoluzione
” La conferenza è la presentazione del libro:
Martin Lutero  (Opere Scelte 15 Collana diretta da Paolo Ricca)
L’autorità secolare fino a che punto le si debba ubbidienza (1523)

Il libro vede come curatore: Paolo Ricca, pastore valdese, già professore ordinario di Storia del Cristianesimo alla Facoltà Valdese di Teologia di Roma. E come traduttore: Saverio Merlo (1949-2000) già professore di storia e filosofia nei Licei di Torino e Bra (Cuneo), studioso della Bibbia e del pensiero della Riforma.

Il 18 aprile 1521 Lutero è convocato alla Dieta imperiale (all’epoca era la massima autorità in campo politico e religioso) alla presenza dell’imperatore Carlo V e del nunzio pontificio Girolamo Aleandro. A Lutero fu chiesto di ritrattare i suoi scritti e quindi di abiurare le sue idee di riforma ma
“Lutero resiste alla massima autorità politica e religiosa del suo tempo rifiutandole ubbidienza, in nome della sua coscienza «prigioniera della Parola di Dio».
È l’autorità della Scrittura che viene anteposta nella coscienza di Lutero, a quella della Chiesa e dell’impero. Sarà questa una delle affermazioni centrali dell’Autorità secolare, che quindi «non vuole essere un trattato che espone una teoria dello Stato, ma vuol essere un aiuto alle coscienze per orientarle» intorno alla responsabilità del cristiano nella società” (Paolo Ricca, p. 9).

Lutero «non vede nessuna incompatibilità tra esercizio del potere politico e pratica di cristianesimo, anzi ritiene che il potere politico possa essere esercitato nel migliore dei modi proprio da un cristiano, sebbene questa funzione possa essere svolta anche da un pagano. Non c’è bisogno di essere cristiani per governare un paese, ma se lo si è il governo dovrebbe essere migliore» (Paolo Ricca, p. 8).

Pubblicata nel 1523, L’autorità secolare esprime l’etica politica di Lutero aiutandoci a comprendere il rapporto tra la dura posizione presa due anni dopo nella guerra dei contadini, quella precedentemente illustrata nella Libertà del cristiano, vero “manifesto” della Riforma, e le più tarde riflessioni critiche.

«L’autorità secolare è un frutto maturo e rappresenta un punto fermo nella visione luterana della natura del potere politico, della posizione e della funzione della comunità cristiana nella società, del comportamento cristiano nei confronti dell’autorità costituita e della sua responsabilità nella gestione della cosa pubblica»

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