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Jan Hus testimone di verità

Venerdì 2 ottobre alle ore 18.00 presso il nostro Centro, a causa dell’indisposizione della relatrice designata, Susanna Peyronel (già ordinario di Storia moderna presso l’Università degli Studi di Milano) il pastore Stefano D’Archino parlerà su «Jan Hus testimone della verità. A 600 anni dal rogo per eresia».

Negli anni 1378-1417 la Chiesa di Occidente si trova a vivere una crisi profonda: vedrà due sedi pontificie, Roma e Avignone (Scisma d’Occidente o Grande scisma). Viene così convocato il Concilio di Costanza (1414-1418), che porterà – fra altro – alla elezione di un unico papa nella persona di Martino V; è la fine dello scisma.
In tale sede si svolgono la vicenda e il tragico destino di Jan Hus (1369 ca.-1415), decano della Facoltà delle arti dell’Università di Praga, la cui predicazione stigmatizzava la mondanità degli ecclesiastici esortandoli a una vita conforme alla sola parola di Dio, e la cui teologia raccoglieva l’eredità del riformatore inglese John Wyclif (1320 ca.-1384), docente di esegesi e teologia presso l’Università di Oxford (egli opponeva la Chiesa visibile della gerarchia e corrotta a quella invisibile fondata sulla parola biblica).

Richiamato a Costanza, richiestogli di abiurare, Hus oppone netto rifiuto: «Ecco, questi vescovi mi esortano a ritrattare e ad abiurare; ma io ho timore di farlo, per non essere bugiardo davanti al Signore e anche per non offendere la mia coscienza e la verità di Dio». Parole rivolte alla folla stipata nella cattedrale di Costanza per assistere alla sua sconsacrazione.

Sarà arso sul rogo, nonostante il salvacondotto dell’Imperatore e le promesse del Concilio fatte al momento della sua convocazione. Dalla protesta evangelica di questo boemo si arriverà alla rivoluzione hussita: la riforma evangelica degli inizi esce dall’Università e si trasforma in contestazione del sistema feudale.

Il programma del movimento hussita è condensato nei Quattro articoli di Praga (1420). Vi si rivendicano la libertà della predicazione evangelica, la comunione sotto le due specie (del pane e del vino) anche per i laici, la povertà della Chiesa (i beni ecclesiastici andavano secolarizzati) e la repressione dei peccati pubblici, compresi quelli del clero. L’ala moderata del movimento riscuoteva seguito soprattutto fra la nobiltà e la borghesia, quella radicale fra i contadini, gli artigiani e il popolo minuto.

Jan Hus, il cui pensiero teologico venne recepito da Lutero, è cifra di un uomo e di un momento altamente significativi per la cristianità occidentale.